APPLICAZIONI CREATIVE DELLA TERAPIA DELLA FORZA

Aggiornato il: 10 dic 2020



Esiste un ambito nel mondo del movimento umano che definire fondamentale è riduttivo: l’ambito creativo, inteso come momento in cui poter dare sfogo alla libera espressione e interpretazione di un gesto o di un insieme di gesti.

Questa area del mondo del movimento che possiamo definire come sperimentale è ispirata da molte discipline artistiche di danza e tipologie di lotta, in cui la possibilità di improvvisare e reagire sono continuamente presenti.

L’importanza e l’effetto di questo tipo di stimolazione è straordinaria, nella misura in cui permette alla singolarità dell’individuo di emergere dissociandosi da un protocollo standard, entrare in un mondo in cui si rivive costantemente il processo di apprendimento che abbiamo esperito sin dal primo giorno di vita.

Le modalità pratiche con cui si intende portare questo ambito creativo come integrazione della TERAPIA DELLA FORZA sono sostanzialmente applicazioni di rottura degli schemi convenzionali che vengono variati per mezzo della libera reinterpretazione dell’individuo praticante. La grande differenza rispetto alle tecniche di danza, lotta e sport da cui si prende ispirazione è la costante attenzione al rispetto biomeccanico, rimane forte e in primo piano l’intenzione terapeutica ben descritta precedentemente.

Lo sviluppo di questa modalità di lavoro innovativa, in grado di soddisfare la voglia di espressione contenuta in ognuno di noi è senza dubbio stata possibile attraverso la collaborazione con Natked e in particolare con il fondatore Gianluca DeBenedictis. Ho avuto modo di fondere le sue approfondite conoscenze anatomiche e le capacità creative di approccio didattico sul movimento rimodellando una serie di tecniche diffuse presso la cultura del movimento, oggi in grande sviluppo in tutto il mondo.

Il modello di lavoro che si può sperimentare attraverso la Natked Academy senza dubbio rimane in costante evoluzione e trasformazione, rimane sempre un orizzonte aperto per integrare nuovi punti di vista e perfezionare questo ambito molto complesso da presentare come metodo finito.

Il grande limite e la grande sfida che traspare nel tentare questo approccio che incrocia terapia e arte dell’espressione è il confine di difficile identificazione fra effetto terapeutico e stimolo eccessivamente specializzante, c’è sempre un piccolo compromesso da accettare, esserne consapevoli è, come sottolineato molte volte, un cardine.


Filippo Mazzacano



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