DI COSA MI OCCUPO?!




Molti si chiederanno: “Quindi ? in termini pratici?” La risposta è complessa da definire e da riassumere, attualmente mi occupo di movimento, sono quello che il linguaggio odierno etichetta come “personal-trainer”. Come per ogni etichetta, si scatena un meccanismo di catalogazione e approssimazione, quindi cerco di trovare un nuovo termine, proviamo con “coach”, ecco un nuovo termine della neolingua che vuol dire tutto e niente.


Riprovo, mi occupo di condividere i miei studi, la mia ricerca sperimentale nel campo del movimento, allenamento e fitness, salute insomma, condividere la mia esperienza personale professionale (e non solo) che mi ha visto per anni assetato di capire come funziona il corpo umano e soprattutto come interagisce con le variabili dell’ambiente.

Quello che cerco di fare è accompagnare svariate tipologie di soggetti in termini fisici (età, livello di pratica e percezione, obiettivo) in un percorso che, seguendo le logiche rinviabili alle scienze motorie e a quelle terapeutiche, permetta di ottenere un miglioramento della qualità della vita parallelo al conseguimento di un obiettivo più o meno specifico che la persona stessa si è prefissata (tonificazione, dimagrimento, supporto performance, divertimento, costruzione di abilità specifiche, riabilitazione).

Perché sottolineo questo parallelismo tra miglioramento della qualità dell’esperienza quotidiana del soggetto e conseguimento dell’ obiettivo? Non sono la stessa cosa? Molto spesso è possibile ottenere dimagrimento a discapito della salute e per mezzo della denutrizione, è possibile tonificare muscolarmente utilizzando attività irragionevolmente invasive, è possibile supportare un atleta amplificando il processo degenerativo già in atto per il volume importante di allenamenti, è possibile divertirsi correndo su e giù da un tappeto automatico senza la minima cognizione e consapevolezza di come funzioni il gesto della corsa e infine è possibile lavorare su abilità molto specifiche e appariscenti al costo di specializzare estremamente un corpo e costringerlo ad essere estremamente performante, ma solo ed esclusivamente nella sua minuscola area di interesse, perdendo così quella visione globale che vuole rispettare il corpo umano e la sua morfologia e non la tecnica perfetta della disciplina specifica del sistema specifico.


Io non mi occupo di questo tipo di trasformazioni, studio, sperimento e lavoro ogni giorno per portare le persone con cui condivido un percorso il più possibile in un’area di sviluppo che non sia vittima della grande distorsione informativa che sovrappone il concetto di salute e funzionalità a quello di performance, specializzazione, esibizione e sport.

Il termine trasformazione che ho sopra utilizzato è un termine a cui sono affezionato, un termine strettamente legato a quella visione alchemica che ho fatto mia negli ultimi anni, trasformare il piombo in oro è una metafora che può avere svariate interpretazioni, quella che identifico nel mia missione quotidiana è legata alla voglia di trasmutare la semplice esperienza materiale corporea del giorno in qualcosa di più profondo, che si carica di un significato collegato a quella ricerca insaziabile di cui parlerò prossimamente.


Filippo Mazzacano

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