LIVELLI, MAPPE E DIMENSIONI

QUALE INTUIZIONE CONDIVIDO CON L'APPROCCIO NATKED?


Il metodo Natked si descrive attraverso una piramide da scalare, in senso pratico e in senso metaforico.


Dal punto di vista pratico i tre piani di riferimento, in relazione ai quali si evolve, sono tre situazioni che si ripropongono in ogni sessione, programmazione, in ogni giornata dell’essere umano, in ogni vita.


Analisi, integrazione e fusione, libertà e reinterpretazione e quindi atto creativo.

A livello metaforico i tre livelli sono una semplificazione della realtà multi-dimensionale in cui viviamo, ogni volta che isoliamo un elemento per studiarlo, osservarlo o perfezionarlo, esso appartiene ad un’infinità di catene relazionali che trascuriamo.

Quando osservo il movimento di un braccio in modo analitico, riflettendo, comprendo che esso è in stretta relazione fisica, chimica e biologica con tutto il resto della struttura, anche se quest’ultima si presenta immobile.

Flussi di elettricità, sangue e linfa scorrono costantemente.

L’azione del braccio coinvolge un corpo cosciente di sé che innesca costanti reazioni afferenti ed efferenti per agire sulla base di una mappatura decisionale più o meno consapevole.

Dopodiché qualsiasi movimento facciamo con il braccio è immerso in una dimensione simbolica, senza scomodare simbologie religiose, basta pensare a come un braccio rilassato possa essere letto da un osservatore esterno come indicatore di un corpo in pace, non teso, non agitato, oppure come un pugno chiuso possa comunicare forza e carica emozionale.

Ogni volta che abbiamo a che fare con un corpo umano in movimento, ogni volta che facciamo uso di questo prezioso strumento siamo collocati al crocevia di migliaia di linee relazionali, in base al nostro stato, alla nostra intenzione e consapevolezza, ci collochiamo a livelli diversi di esperienza.

Tutto questo si sposa in maniera incredibile con l’intuizione che ho avuto negli ultimi anni circa la possibilità vivere la medesima esperienza a livelli di profondità completamente diversi.

Dal punto di vista pratico dobbiamo sempre accettare un certo grado di compromesso, di approssimazione. Questo rende molto importante, nell’allenamento, nella terapia e nello stile di vita la capacità di agire utilizzando una mappatura che abbiamo disegnato e in parte acquisito, pur sapendo che non sarà completa e perfetta.

Nello stesso tempo si apre l’orizzonte più ampio relativo a livelli di lettura più estesi, meno razionali, appartenenti a mappature che ci collegano con realtà molto meno apparenti e afferrabili.

La mia professione di insegnante di movimento può essere lo specchio di un legame puramente chimico con un certo tipo di attività che mi attrae fisicamente da molti anni, può essere una mia modalità cosciente di esprimere artisticamente i legami che vedo tra le entità in grado di muoversi nell’ambiente, può essere un atto creativo che mi permette di essere parte cosciente di un cambiamento costante che viaggia dall’ignoranza alla massima consapevolezza e la ricerca profonda di qualcosa che si colloca a livello spirituale.

Il corpo e la sua metamorfosi è soltanto fine a se stesso? Oppure è uno strumento di indagine e espressione emotiva? Oppure è il veicolo per esperire archetipi che si affacciano sull’infinito? Io credo che sia tutto questo contemporaneamente ed ogni livello ha la sua radicale importanza.

La mia lezione è soltanto un modo di guadagnare denaro? E’ soltanto una mansione che mi permette di fare bruciare calorie? Oppure è una costante sperimentazione del nostro rapporto con il corpo? Oppure è un viaggio verso la scoperta di principi che vanno ben oltre il corpo fisico? Oppure è la situazione pratica entro cui materializzare un’intenzione profonda e antica come il mondo, come quella della volontà di creare e di alimentare tutto ciò che è bellezza e pace?

Se vi fermate ad osservare bene, a volte, porre alcune domande vi renderà molto più soddisfatti di quanto potreste essere trovando risposte certe e scientifiche.

Siamo dei minuscoli esseri fisici, inseriti all’interno di una immensa rete tridimensionale che si trasforma nel tempo. Migliaia e migliaia di mappature che ognuno proietta costantemente si intrecciano a infiniti livelli di realtà. Si tratta a tutti gli effetti di una danza a tratti folle e a tratti razionale all’interno delle dimensioni che ci ospitano e di cui scegliamo di fare esperienza.

Il metodo Natked mi affascina e mi rispecchia perchè è il tentativo folle di descrivere in maniera più ampia possibile l’esperienza corpo-ambiente-coscienza e nel tempo stesso il tentativo pratico di fornire strumenti concreti per fare piccoli passi quotidiani verso realtà migliori, corpi più consapevoli e intelligenti.





Filippo Mazzacano


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